Il viaggio continua

Come annunciato nel precedente post, una nuova visione del mondo sta prepotentemente influendo sul modo di scattare le immagini.

Per inaugurare questa nuova sessione di scatti ho scelto di utilizzare questa foto.
Il ritratto di un giovane ragazzo londinese che si accinge a partire.
Il suo sguardo e la sfocatura rappresentano l’incertezza nell’intraprendere un nuovo percorso che mi ha accompagnato poco tempo fa, prima di capire che non bisogna temere il cambiamento, che si può trovare sempre qualcosa di nuovo, di stimolante, senza perdere tutto quel che è venuto prima.

Il mio viaggio attraverso le vite dei passeggeri continua, con un occhio diverso, ma con la stessa voglia di raccontare le loro esperienze e le emozioni che mi regalano ogni volta che ho la fortuna di incrociare le loro strade.

Il cambiamento parte dalla metro di Londra, proseguirà con un rapido passaggio a Roma e il prossimo dicembre continuerà attraverso le linee sotterranee della grande mela…e chissà cos’altro mi riserverà il viaggio…

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Evoluzione

Eccomi ancora qui! Ho atteso diverso tempo prima di tornare a pubblicare gli scatti. In questo periodo di assenza ho avuto modo di confrontarmi con nuovi progetti, ma soprattutto con un nuovo modo di vedere la realtà che mi circonda.

Evoluzione. Penso sia la parola giusta per descrivere il mio percorso. Senza rinnegare tutto ciò che ho fatto in passato, confrontarsi con un nuova visione del mondo penso faccia parte del viaggio.

E’ così che mi sono lasciato contaminare dalla bellezza dei pigmenti, dalla varietà di sfumature e di tonalità del colore. Il solo passaggio al technicolor non è stato sufficiente. Per dare un nuovo taglio alla narrazione ho deciso di avventurarmi verso il linguaggio cinematografico. I nuovi scatti alterneranno i tagli a 16:9 e 21:9 riportando le tipiche bande nere (letterbox per gli addetti ai lavori). Il mondo del cinema mi sta affascinando in particolar modo e sta incidendo fortemente nel modo di fotografare.

Non escludo un possibile allunaggio al mondo del video in un futuro non troppo lontano…chissà!

A breve il primo scatto per inaugurare la nuova “stagione”

Enjoy the Silence

Parigi, viaggio in metropolitana.
Ho viaggiato spesso per le metropolitane. Il vocio irregolare della gente è così intenso che lascia in secondo piano il rumore del treno che sfreccia sulle rotaie. Mai mi sarei aspettato di trovare un clima del tutto differente in una città come Parigi. Nelle vie sotterranee viaggiano dei fantasmi, automi, esseri che si estraniano completamente da ciò che li circonda. Non una parola, non un vagito di un bambino. Un’atmosfera surreale lascia emergere le sonorità più cupe e oscure della metropolitana. Il treno sfreccia lungo i tunnel parigini, scuri come la pece. Il silenzio viene spezzato saltuariamente dal suono dei cellulari. Messaggi che vanno e vengono, teste chine a fissare lo schermo e le dita pronte a digitare il prossimo testo da inviare. Sulla testa un paio di cuffie aiutano a immergersi in una realtà parallela.

Credo di non aver mai provato un simile disagio nel percepire il silenzio in un luogo così ricco di vita. Guardandomi attorno ho avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato o che fossi un intruso all’interno di un ambiente che non mi appartiene.

Un motivo risuona ancora nella mia mente, mentre riguardo lo scatto e ripenso a ciò che ho visto quel giorno…

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Boulevard of Broken Dreams

Parigi città dell’amore, degli artisti e degli spiriti libertini. Gli edifici trasudano ancora la magica atmosfera che ritroviamo nei quadri o nelle fotografie dei grandi maestri.
Ho avuto la fortuna di girare per i vicoli parigini, calpestare il suolo in cui un romantico
Doisneau immortalava il bacio più bello di tutti i tempi o in cui un certo
Henri Cartier Bresson ritraeva momenti unici nella vita di tutti i giorni.

Un sogno da cui è facile destarsi
La Parigi odierna, quella vera, non da cartolina, fatta della gente che la popola è ben diversa da quel che mi aspettavo. Orde di turisti con gli occhi fissi al cielo, pronti ad ammirare i monumenti e lo splendore della città dimenticano troppo spesso di abbassare lo sguardo. Una gelida brezza attraversa le strade. Non puoi ripararti da essa, ti colpisce, entra dentro e non ti molla. Basta seguirla per scoprire chi dipinge il lato più crudo della città.

Boulevard of Broken Dreams
Sono proprio loro gli autori. Il popolo della strada, quelli che il sapore dell’asfalto la mattina lo conoscono bene. Sono numerosi e cercano riparo ovunque. E’ facile imbattersi nei corpi immobili, raccolti tra coperte e pezzi di cartone. Mentre tutto il mondo si muove, essi rimangono assorti nel loro sonno, lungo le “Boulevard dei sogni infranti“. Sopra di loro tutto lo splendore centenario di una città, sotto il nulla. Così ogni mattina si svegliano, alzando lo sguardo al cielo, sperando che le cose cambino, che possano andare per il verso giusto o perlomeno che si possa arrivare al giorno successivo facendo ritorno al solito “letto”, in cui potersi addormentare dopo aver salutato la “foto di famiglia appesa al muro”.

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Pensieri sospesi

A volte si ha semplicemente voglia di staccare. Il lavoro, la vita frenetica, dover fare sempre tutto e subito. Ci fanno vivere in costante apnea. Sviluppiamo una claustrofobia urbana che ci porta alla ricerca di nuovi spazi in cui raccogliere un pugno d’ossigeno. Passo dopo passo il nostro andare si fa sempre più pesante, perchè carichi delle preoccupazioni, delle tensioni giornaliere. Qualcuno però riesce a scrollarsi di dosso, anche solo per poco tempo, questo macigno. Basta sollevare i piedi, perdere il contatto col terreno, ascoltare la nostra canzone preferita e raccogliersi nel proprio mondo incuranti di ciò che ci circonda. Finalmente liberi, ci si sente leggeri, sospesi da terra, come quei pensieri da cui attingere una boccata d’aria fresca.

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La dama oscura

Luglio, ultimi giorni del mese. Nonostante l’abbondante pioggia caduta si scorge una giornata di sole. Fa un dannatissimo caldo, in stazione si boccheggia. Le persone cercano rifugio nei piani inferiori della stazione ferroviaria. Pochi si spingono all’esterno. La voglia di fotografare però mi ha spinto a vagare nuovamente per i binari alla ricerca di situazioni interessanti. Dopo aver camminato a lungo, decido di mollare lo zaino a terra e riposare un pò.

L’attesa però, mi ha premiato anche questa volta.

Di fronte a me un treno sta partendo, pian piano intravedo dai finestrini una strana figura che si erge dal lato opposto del binario. Attendo con ansia di scoprire chi si celi dall’altra parte.
Ecco che mi ritrovo ad avere a che fare con un soggetto del tutto particolare. Uno sguardo di ghiaccio, guardingo. Controlla e osserva tutto ciò che si trova attorno. I lunghi capelli neri che le coprono in parte il viso e quel giubbetto di pelle nera la rendono una persona misteriosa. Sembra non sentire minimamente il caldo, rimane li immobile, in posa, come una dama proveniente da un mondo oscuro.

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Un incontro inaspettato

Nella stazione si può incontrare veramente chiunque. Durante la solita attesa a Parma ero intento a sfruttare i 60 minuti a disposizione per cercare degli scatti interessanti. Sarà per il caldo, sarà perché ancora in piena mattinata, ma di persone se ne vedevano veramente poche. L’ora stava scadendo e il treno sarebbe arrivato di li a poco. Pensavo veramente che me ne sarei andato a mani vuote. Fu in quel momento che fui avvicinato da una persona. Pensai il classico turista giapponese che ha bisogno di informazioni. Dopo aver scambiato alcune parole si rivelò tutt’altro. Un tipo spigliato, simpatico, gli parlai del progetto fotografico sui passeggeri in stazione e ne fu piacevolmente colpito. Gli chiesi un ritratto e non solo acconsentì, ma invitò a fare un selfie insieme a lui. Quando arrivai a casa e tentai di contattarlo scoprì che tutto era fuorché un normale turista.

Eiichi Momotani, docente al Tokyo Medical and Dental Univ, scienziato impegnato anche nello studio e nella sensibilizzazione verso la sindrome di down, autore di numerose pubblicazioni. Era stato invitato a Parma per partecipare ad un convegno e stava rientrando a casa a Tsukuba in Giappone. Tutto mi sarei aspettato, tranne che essere avvicinato con tranquillità e disinvoltura da una personalità del genere.

Questo il ritratto che mi ha permesso di fare e per il quale lo ringrazio infinitamente.

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